• Istituto scolastico

Che cos’ è che in aria vola? - Di Roberto Piumini


Che cos’è che in aria vola?

C’è qualcosa che non so?

Come mai non si va a scuola?

Ora ne parliamo un po’ .



Virus porta la corona,

ma di certo non è un re,

e nemmeno una persona:

ma allora, che cos’è?


È un tipaccio piccolino,

così piccolo che proprio,

per vederlo da vicino,

devi avere il microscopio.


È un tipetto velenoso,

che mai fermo se ne sta:

invadente e dispettoso,

vuol andarsene qua e là.


È invisibile e leggero

e, pericolosamente,

microscopico guerriero,

vuole entrare nella gente.


Ma la gente siamo noi,

io, te, e tutte le persone:

ma io posso, e anche tu puoi,

lasciar fuori quel briccone.


Se ti scappa uno starnuto,

starnutisci nel tuo braccio:

stoppa il volo di quel bruto:

tu lo fai, e anch’io lo faccio.



Quando esci, appena torni,

va’ a lavare le tue mani:

ogni volta, tutti i giorni,

non solo oggi, anche domani.


Lava con acqua e sapone,


lava a lungo, e con cura,

e così, se c’è, il birbone

va giù con la sciacquatura.


Non toccare, con le dita,

la tua bocca, il naso, gli occhi:

non che sia cosa proibita,

però è meglio che non tocchi.


Quando incontri della gente,

rimanete un po’ lontani:

si può stare allegramente

senza stringersi le mani.


Baci e abbracci? Non li dare:

finché è in giro quel tipaccio,

è prudente rimandare

ogni bacio e ogni abbraccio.


C’è qualcuno mascherato,

ma non è per Carnevale,

e non è un bandito armato

che ti vuol fare del male.


È una maschera gentile

per filtrare il suo respiro:

perché quel tipaccio vile

se ne vada meno in giro.


E fin quando quel tipaccio

se ne va, dannoso, in giro,

caro amico, sai che faccio?

Io in casa mi ritiro.


È un’idea straordinaria,

dato che è chiusa la scuola,

fino a che, fuori, nell’aria,

quel tipaccio gira e vola.


E gli amici, e i parenti?

Anche in casa, stando fermo,

tu li vedi e li senti:

state insieme sullo schermo.


Chi si vuole bene, può

mantenere una distanza:

baci e abbracci adesso no,

ma parole in abbondanza.



Le parole sono doni,

sono semi da mandare,

perché sono semi buoni,

a chi noi vogliamo amare.


Io, tu, e tutta la gente,

con prudenza e attenzione,

batteremo certamente

l’antipatico birbone.


E magari, quando avremo

superato questa prova,

tutti insieme impareremo

una vita saggia e nuova.



Un caro saluto dalle maestre Federica e Claudia

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